SGARBI IN ACCADEMIA |
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Politi apre su Flash Art un breve panorama della situazione dell'arte in Liguria (e, in specie, a Genova) con una espressione sintetica ma efficace: "encefalogramma piatto". Diagnosi forse ingenerosa perché le cose a Genova accadono inavvertite e capita sovente di riscoprirne a distanza di anni la valenza anticipatrice. Sta di fatto però che, da un punto di vista ben più ravvicinato, l'impressione non è diversa. C'è chi continua, con professionalità ammirevole, il lavoro impostato negli scorsi decenni (Martini e Ronchetti, Caterina Gualco, Rosa Leonardi). Ma è altrettanto vero che alcune fra le esperienze più attente alla creazione artistica contemporanea (Locus Solus, Galliani, Ravecca) si sono concluse ben prima di aver esaurito la loro dimensione propulsiva. Ed altri, come lo Studio Ghiglione, che pure aveva manifestato propensioni ambiziose, si sono consegnati alla routine dell'inutile. |
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critici ("Immagine per la città", "La ricerca dell'identità" o, su altro versante, "La pittura in Liguria dal 1850 al Divisionismo") sono assodati ma ormai lontani e comunque non attinenti alla gestione della Accademia, non particolarmente encomiabile e già protratta oltre ogni ragionevolezza, la tesi di Sgarbi risulta fondata. Sandro Ricaldone |